
Questa volta la storia comincia da molto lontano. Siamo sul finire
Umberto Fornito con la madre
dell'Ottocento, il secolo del Risorgimento
e dell'Unitā d'Italia, quando nonno Giuseppe Fornito apre la sua pizzeria a Frattamaggiore. Si lavora all'antica: impasto a forza di braccia, piatti di alluminio e nel menų solo tre pizze.
Poi a cavallo delle due guerre č la volta di Pasquale. Lo ricordano con la sua "stufa", in giro per Fratta; altro che pizza a domicilio, la si consumava in piedi, per
strada. La sua magica stufa poteva contenere
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fino a
trenta pizze, leggermente pių morbide per effetto del vapore che si
sviluppava, ma ugualmente gustose e con quel delizioso profumino.Il buon Pasquale scarpinava anche
per le campagne, i braccianti che lavoravano la canapa (a quei tempi Frattamaggiore era famosa per i filatori di canapa, una tradizione ormai
perduta) erano tutti suoi clienti "Guagliō arriva Pasquale 'o
pizzaiuolo"; era il momento buono per lasciare il lavoro e gustare
quelle pizze, calde e fatte come Dio comanda.
Sono passati tanti anni da allora, oggi Umberto Fornito, rappresenta la terza generazione di questi famosi "pizzaiuoli" frattesi; un pezzo di storia, che testimonia come la pizza sia diventata simbolo di chi ha lottato per mantenere la tradizione, contribuendo a costruire la storia del piatto pių famoso al mondo.
La 5° generazione dei Fornito


