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10 anni lavora alla "Motta" come responsabile degli
impasti (quelli del famoso Buondì), ma la pizza è sempre la sua
passione. Alla sera e nei fine settimana è da qualche parte a sfornarle.Tutt'oggi Umberto parla spesso dei suoi
inizi, quando la sera stanco si addormentava sui trucioli, o quando a 10
anni andava con la sua stufa in giro a vendere.
Ricorda anche le prime
pizze, un pò storte, un pò quadrate, qualcuna col buco, ma alla
fine il mestiere è stato conquistato.Poi il ritorno a casa, a Frattamaggiore.
C'era da rilanciare la pizzeria di
famiglia, quella dove lui è nato e cresciuto.Nella vita di tutti c'è sempre un ritorno,
quello di Umberto è stato vissuto come un'infinita emozione. Un'emozione
che dura tutt'oggi e che diventa ancora più forte quando vede il
nipotino (Umberto
come lui) di
appena due anni, con una sedia sotto le gambette per
arrivare al banco, a imitare il nonno e smanettare con una pallina di
impasto. Il colpo di polso che riesce ad imprimere, sottolinea uno stile
già acquisito, insomma se il buon giorno si vede dal mattino la
continuità è assicurata.
A completare il quadro familiare va menzionato anche Pasquale, la 4° generazione dei pizzaioli Fornito con "la Nuova Pizzeria Frattese" in via Matteotti.


